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Henrick Ibsen

Venerdì 15 Ottobre 2010 13:34 amministratore
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Villa Pisani dopo il Terremoto del 28 Luglio 1883
Casamicciola ha ispirato il PEER GYNT

Quando la Prussia di Bismark invase la Danimarca, Ibsen, che credeva nello Scandinavismo, si aspettava che la Svezia e la Norvegia corressero in aiuto della consorella, invece l'indifferenza generale ai suoi appelli, lo indignarono a tal punto da fargli preferire l'esilio volontario alla patria.

Venne in Italia e sbarcò a Casamicciola (Isola d'Ischia) il 20 Maggio 1867 con la moglie Susanna ed il fiIbsen Henrichglio di otto anni Sigurd. Lo aveva preceduto a Casamicciola l'amico danese Vilhelm Bergsöe, giunto il 3 Maggio con un fratello ed una sorella.

Ibsen alloggiò presso l'Albergo Europa (Villa Pisani).

Ibsen era un abitudinario, regolava la sua giornata su un ritmo costante e inalterato. Si levava al primo chiarore dell'alba, e al mattino, lo si vedeva immancabilmente passegiare solitario e pensoso per i sentieri della campagna. Al ritorno si sedeva sulla terrazza dell'albergo. Quì gli veniva servita la colazione. Continuava quindi a rimanere là a contemplare il mare, fino a quando suonava l'orologio di Piazza Maio. E mentre la moglie ed il figlio si preparavano ad andare in spiaggia, lui rientrava in camera a lavorare sul suo nuovo dramma, il Peer Gynt.

Insieme all'amico Bergsöe facevano la solita passeggiata serale sempre alla stessa ora attraversando Casamicciola e seguendo la strada calda e polverosa verso Forio.

A quell'epoca il centro di Casamicciola (Piazza Maio) era composto dalla Chiesa Parrocchiale di San Severino e della Maddalena a tre navate, di lato il campanile con l'orologio. Ai fianchi vi era una linea di fabbricati in forma quadrata ove, lungo settanta metri, c'erano la Confraternita originaria di Santa Maria della Pietà, la Gendarmeria, il Comune, due Spezierie, il Gran Caffè, lo spaccio dei Sali e Tabacchi, la panetteria ed altri due o tre negozi.

Alle 5 del mattino del 15 agosto 1867 Ibsen e Bergsöe partirono per una gita in montagna, passarono l'intera giornata girando per i monti fermandosi molto in alto presso un contadino che aveva una cantina scavata nella montagna, a sera scendendo per i sentieri che li riportavano a Piazza maio, un tremendo terremoto comiciò a far loro venir meno il sentiero da sotto i piedi franando e trascinandoli. Riuscirono a raggiungere gli alberghi con i vestiti pieni di polvere e con qualche graffio. Il terremoto non causò danni alle abitazioni. Ma Ibsen fù così impressionato dalla spaccatura che presentava il campanile della Chiesa parrocchiale che era situata in Piazza Maio, che all'indomani partì per Sorrento.


Ultimo aggiornamento Sabato 16 Ottobre 2010 11:48

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